Conoscere Roma

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Conoscere Roma

Impossibile conoscere Roma fino in fondo. Forse nemmeno i romani ci riescono. Però ci sono alcuni elementi della cultura romana che possono essere rintracciati

Roma nel mondo rischia di essere descritta con i soliti stereotipi. Ed è proprio quello che vorremmo evitare di fare pure noi. Conoscere Roma è qualcosa forse impossibile da dire e fare. Nemmeno per chi a Roma ci è nato e ci vive. Come ogni grande città, complessa, difficile e dalla storia millenaria impossibile arrivare a dire che la si conosce. Roma cambia come cambia la composizione sociale dei suoi abitanti, come cambia la città e come cambia il mondo. Parlare di stile di vita romano forse ora non è così semplice e se lo si fa si rischia di dipingere o un'immagine da cartolina o una Roma che non c'è più.

Ma ci sono cose, forse le più belle, che restano immutate nel tempo e che vale la pena di conoscere di Roma. Oltre ad un'indole generalmente scanzonata e pronta a non prendere sul serio praticamente nulla, a Roma si può ancora, per esempio, vivere la vita di quartiere pur vivendo in una città dall'estensione decisamente importante. E, anche se i ritmi non sono certo più quelli di una volta, vi sono ancora angoli e scorci che inducono a rallentare. In ogni caso conoscere Roma e la sua cultura è possibile tenendo presente che essa è tanto varia quanto varia è la sua storia. Ogni periodo storico ha lasciato qualcosa nell'anima della città e nella sua cultura, nel suo modo di essere. Dando vita ad un insieme di strati fatti di tradizioni e costumi. Cerchiamo dunque di rintracciare alcune delle tradizioni più sentite e che, in qualche modo, restano ancora oggi.

Le statue parlanti

Quella delle statue parlanti è una cosa da conoscere se si vuole cominciare a conoscere Roma. In un certo senso si può dire che questa tradizione o leggenda sia qualcosa che per i romani racconta dei problemi e dei conflitti tra politica e potere papale. Conflitti fatti spesso di prese in giro e satira il cui emblema principale è la statua di Pasquino. Cosa succedeva? Che nella notte ad alcune di queste statue venivano attaccati cartelli dal contenuto spesso feroce e che diventavano la voce del malcontento verso il potere papale prima e del potere in genere poi. Satira e sarcasmo verso le istituzioni che, in fondo, non sono poi così cambiati al giorno d'oggi. La statua di Pasquino resta forse il simbolo principale perché, infatti, si parla di pasquinate. Ma le statue erano sei. Oltre a quella di Pasquino c'erano quelle di Marforio, di Madama Lucrezia, dell'Abate Luigi, del Babuino e del Facchino.

La Dolce Vita

Forse sono queste le parole a cui più spesso va il pensiero quando si immagina Roma. Questo è anche giusto ma bisogna però tenere a mente che questo periodo, pur così intrinseco alla storia della città, è finito con gli anni '60. A Roma questo periodo racconta di notti infinite, paparazzi a caccia di star soprattutto nel luogo icona e cioè la celeberrima Via Veneto. Ma furono anche gli anni che videro una autentica, e forse più verace vitalità, di zone come Trastevere e Campo de' Fiori.

Il Cibo

Non si può certo negare: Roma non è solo bella ma è anche una città in cui si mangia benissimo. Per conoscere Roma, come per avvicinarsi alla cultura di qualunque altra città, la cucina è un passaggio fondamentale. Nella cucina di un luogo ci sono non solo gli alimenti ma la storia tutta. La cucina romana è fatta di ingredienti semplici, di tradizione quasi contadina. Una cucina che, come va di moda ora, sarebbe definita povera. Se si vuole tentare di rintracciare alcuni piatti tipici si può cercare di dividerli tra antipasti, primi piatti, secondi piatti, contorni e dolci. Tra gli antipasti, se siete a Roma, non potete per nessun motivo perdere i fiori di zucca fritti, il supplì alla romana e, quando è stagione, le fave col pecorino. Tra i primi piatti c'è solo l'imbarazzo della scelta tra la mitica carbonara, la trippa o la semplice ma divina pasta cacio e pepe. Tra i secondi come non citare i saltimbocca alla romana o la celeberrima porchetta magari accompagnati da contorni tipici come le puntarelle, la cicoria e i famosi carciofi alla giudia. Per concludere magari dei buoni maritozzi o ciambelle al vino. Il tutto mangiando all'aperto cosa che il clima particolarmente mite della città consente di fare fino a autunno inoltrato.

spaghetti alla carbonara
Il Vaticano

Non vi è dubbio che la prossimità territoriale con la Città del Vaticano abbia molto influito su Roma e sull'Italia intera. Infondo anche se il Vaticano è uno stato a sé è innegabile che vi sia una sorta di identificazione in molti turisti e anche, per la verità, in molti italiani. È certo che la vicinanza con la Santa Sede si faccia sentire nell'atmosfera generale della città sia per la presenza di molti religiosi sia di milioni di pellegrini che ogni anno la visitano anche per recarsi in San Pietro. Oltre a questo bisogna però dire che la vicinanza della chiesa è anche quella che ha dato a Roma molte delle sue bellezze artistiche e architettoniche non solo sotto forma di chiese. Non si deve infatti dimenticare che molti pontefici hanno agito da veri e propri mecenati. Magari spinti da ambizioni molto terrene e poco spirituali a volte ma, comunque che hanno arricchito la città di un patrimonio di bellezza unico al mondo.